Il contributo dei deputati friulani all’Assemblea Costituente•
di Federico Costantini

In massima sintesi, l’antologia intende contestualizzare, con specifico riferimento alla concezione dei Costituenti, problematiche molto più vaste quali per esempio: (a) la concezione di ‘persona’; (b) il rapporto tra ‘individuo’ e ‘collettività’; (c) il concetto di ‘bene comune’; (d) il suo rapporto con il ‘bene pubblico’; (e) la relazione tra quest’ultimo e l’‘ordinamento’ giuridico-politico.

Solo a questo punto si può comprendere appieno perché si è deciso di selezionare i deputati ‘friulani’ e non, per esempio, quelli milanesi, siciliani, o romani. Si è già accennato al fatto che il volume è inserito nella collana Etica, Politica, Diritto. Il Friuli e la filosofia della prassi, curata dal prof. Danilo Castellano, con lo scopo di raccogliere pubblicazioni – pur dissimili per autore, argomento o materia – che contribuiscono, ciascuna a suo modo, a ricostruire una visione complessiva della ‘civiltà friulana’ ed in particolare della sua ‘prassi’ filosoficamente intesa.

Collocato in tale ambito, l’approccio filosofico-politico alle vicende dell’Assemblea Costituente, mediato dalle figure dei deputati friulani, non può che tradursi in un’analisi della loro esperienza al fine di comprendere non tanto il ‘come’, quanto il ‘perché’ della loro attività. In altri termini, non si tratta di vagliare ogni intervento alla ricerca di sintomi di conformità ‘ideologica’ tra le parole dei singoli membri e le posizioni espresse dai partiti di appartenenza, o di conferire una ‘certificazione’ antropologica rispetto ad un romantico Volksgeist intriso di spiritualità gnostico-paganeggianti, o di verificare se i deputati abbiano difeso con sufficiente determinazione gli ‘interessi’ del loro territorio, o di scandagliare la loro biografia per dipingere un ritratto ‘psicologico’ o per pronunciare giudizi ‘morali’, o, infine, di premiare con ‘patenti’, ‘medaglie’ e ‘attestati’ di ‘friulanità’ taluni politici piuttosto che altri. invece, ci si pone i seguenti interrogativi: (a) se gli interventi dei deputati ‘friulani’ esprimano – consapevolmente o meno – una qualche impostazione filosofica; (b) se vi siano dei punti di contatto tra le loro posizioni; (c) se, quindi, si possa individuare un ‘pensiero comune’, anche trasversale rispetto agli usuali schieramenti; (d) se tale condivisione di idee si erga ad unitaria ‘visione del mondo’, Weltanschauung; (e) se quest’ultima possa collegarsi alla forma mentis comunemente identificata nella tradizionale ‘civiltà friulana’; (f) se tale Weltanschauung sia ‘monolitica’ o se sia lacerata da un qualche conflitto interiore.

Può essere interessante aggiungere che la collana possiede una duplice struttura interna, essendo suddivisa in due serie ‘parallele’ – Testi e Saggi – in modo che ciascun argomento è oggetto di due volumi ‘gemelli’[3] 3: il ‘documento’ ed il ‘commento’ ad esso relativo si leggono, per così dire, l’uno ‘attraverso’ l’altro. Pertanto, mentre la raccolta qui presentata appartiene alla serie Testi, la vera e propria analisi gius-filosofica è contenuta nel corrispondente tomo, della serie Saggi, che si auspica possa vedere la luce a breve.

Occorre precisare che la documentazione raccolta nel volume non concerne soltanto la discussione sul Progetto di Costituzione. La trascrizione degli interventi compiuti dai deputati senza dubbio offre al lettore un imprescindibile sussidio esplicativo, eppure la maggior parte del materiale riportato esula da tale ambito, riguardando invece la complessiva attività più propriamente parlamentare – per esempio relazioni, interrogazioni, commemorazioni – e ciò consente di percepire – come in sottofondo – l’estrema delicatezza di tale momento. È chiaro che questa seconda categoria è di minor rilievo sotto molteplici profili – storico e giuridico, anzitutto – ma si è compiuto lo sforzo di riportarla integralmente giacché si ritiene che anch’essa possa fornire elementi utili a comprendere, se non altro in via indiretta, la ‘filosofia della prassi’ dei deputati friulani: infatti vi si può leggere come il singolo rappresentante, in virtù del suo ufficio, trasformò la sua ‘esperienza personale’ in ‘attività politica’ e tentò concretamente di risolverne i problemi. Insomma, se è vero che i deputati ‘friulani’ costituiscono il ‘filtro’, in un certo senso la loro attività ‘parlamentare’ rappresenta la ‘cartina di tornasole’ delle ‘reazioni’ agli ‘stimoli’ ricevuti dall’esterno e, in essa, si può cercare la risposta almeno alle seguenti domande: (a) se, data la sua esperienza personale, il deputato abbia interessi specifici e se i problemi sollevati corrispondano alle materie di suo interesse; (b) in che termini il deputato abbia posto il problema all’attenzione dell’Assemblea; (c) se e quali soluzioni egli abbia proposto; (d) quale sia il loro significato filosofico; (e) quale sia stata la reazione degli altri deputati ‘friulani’.
Visto che si tratta di materiale eterogeneo, è stato adottato un sistema di catalogazione relativamente complesso – forse persino cervellotico – combinando due criteri principali: quello ‘soggettivo’ e quello ‘oggettivo’.

Quanto al profilo ‘soggettivo’, sono state considerate essenzialmente due categorie di deputati: (a) quelli che si candidarono nella XI circoscrizione (Udine-Belluno), a prescindere dal collegio della definitiva proclamazione; (b) quelli che, pur candidati ed eletti nel Collegio Unico Nazionale4, presentano, per domicilio o per origine, uno ‘stretto collegamento’ con il Friuli. È risaputo che il 2 giugno 1946 [5] si svolsero al contempo il referendum istituzionale – in cui prevalse la forma repubblicana su quella monarchica[6] – e l’elezione dei deputati per l’Assemblea Costituente[7]. Di quest’ultima è opportuno ricordare che, data la situazione geopolitica del tempo [8], non furono indetti i comizi elettorali per la provincia di Bolzano e per quella che in precedenza era indicata come la XII circoscrizione: Trieste – Venezia Giulia – Zara[9].Dei quindici deputati, a ben vedere solo tredici possono dirsi provenienti a pieno titolo dal Friuli Venezia Giulia, mentre due – Pat e Vigna, legati al Veneto – sono stati considerati eminentemente per motivi di completezza. Ci si è accorti – con una certa sorpresa – che i dati dei deputati rinvenuti sul sito della Camera dei Deputati e in precedenti pubblicazioni, alcune delle quali di assoluto prestigio [10],talvolta erano incompleti o contraddittori. È parso utile, di conseguenza, confrontare le informazioni a disposizione con le risultanze dello Stato Civile ed allegare all’antologia una breve scheda biografica.

Per comodità del lettore, si riportano di seguito i nominativi suddivisi per lista di appartenenza e corredati dai rispettivi dati anagrafici corretti.Lista n. 1, Partito Comunista Italiano:
1. Mauro Scoccimarro (proclamato eletto nel Collegio Unico Nazionale), Udine, 30 ottobre 1895 – Roma, 1° gennaio 1972;
2. Giacomo Pellegrini (eletto in seguito all’opzione del capolista per il Collegio Unico Nazionale), Osoppo (UD), 12 agosto 1901 – Udine, 27 agosto 1979.
Lista n. 2, Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria:
1. Giovanni Cosattini, Cittaducale (RI), 5 gennaio 1878 – Udine, 2 agosto 1954;
2. Gino Pieri, Anagni (FR), 17 novembre 1881 – Roma, 20 giugno 1952;
3. Giuseppe Ernesto Piemonte, Canelli (AT), 20 aprile 1878 – Udine, 17 febbraio 1960;
4. Oberdan Vigna, Torrebelvicino (VI), 16 maggio 1884 – Feltre (BL), 6 novembre 1966.
Lista n. 6, Democrazia Cristiana:
1. Guglielmo Schiratti, Maiano (UD), 7 agosto 1901 – Udine, 15 novembre 1973;
2. Giuseppe Maria Bettiol (in seguito proclamato eletto nel collegio IX: Verona), Cervignano del Friuli (UD), 26 settembre 1907 – Padova, 29 maggio 1982;
3. Tiziano Tessitori, Sedegliano (UD), 13 gennaio 1895 – Udine, 19 aprile 1973;
4. Luciano Fantoni, Gemona del Friuli (UD), 23 dicembre 1881 – Gemona del Friuli (UD), 19 giugno 1967;
5. Manlio Bortolo Pat, San Gregorio nelle Alpi (BL), 4 aprile 1905 – Feltre (BL), 24 marzo 1980;
6. Giuseppe Garlato, San Vito al Tagliamento (PN), 22 dicembre 1896 – Palestrina (ROMA), 5 settembre 1988;
7. Michele Gortani (eletto in conseguenza dell’opzione di Bettiol per il collegio IX: Verona) Lugo (Spagna), 16 gennaio 1883 – Tolmezzo (UD), 24 gennaio 1966

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