A proposito della formazione del giurista
In margine alle Lezioni di filosofia del diritto di Fracesco Gentile
Recensione a cura di Alarico Mariani Marini e Umberto Vincenti


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I . Più di qualcuno oggi si domanda a che servano le scuole per le professioni legali istituite, in questi ultimi anni, nelle nostre università o le coeve scuole forensi spontaneamente create dagli ordini professionali (queste ultime, occorre aggiungere, senza oneri per lo stato e, il più delle volte, anche per i corsisti).
Né manca chi si domanda a che servano [addirittura] le nostre facoltà di giurisprudenza.
Interrogativi questi che, così assolutamente formulati, sembrano a molti sconcertanti o, senz’altro, assurdi; ma che tali non sono se li riferiscano a un particolare contesto (come quello italiano), che costringa a misurare l’efficienza in concreto di istituzioni del genere.
In questa prospettiva ci si potrebbe ulteriormente interrogare (e non pochi se lo domandano) a che servano, nel contesto delle nostre facoltà giuridiche, corsi come quelli di filosofia del diritto o di diritto romano.

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