Europa 2004
di Francesco Gentile

(1) A. PAGLIARO, Ceneri sull’Olimpo, Firenze 1954.
(2) Ibid.
(3)L.GIUSSO, Europa o dell’universalità mancata, “Ulisse”, 1948, n. 4.
(4)A.MINC, Le syndrome finlandais, Paris, 1968.
(5)“National Interest”, Harvard, 1989. Quello della “fine della storia” non è tema nuovo della letteratura filosofica e politica neppure dell’ultimo secolo, solo che si vada con la memoria all’ultimi Anni 30. Allora, a Parigi, in una piccola aula dell’École Pratique des Hautes Études, teneva lezione un rifugiato russo, Alexiei Kojevnikof, ad ascoltarlo c’erano un Georges Bataille ed un Jean Paul Sartre, un Jacques Lacan ed un André Breton, un Merleau-Ponty. Kojevnikof leggeva Hegel e lo commentava come il pensatore dell’epilogo soddisfatto della storia, l’ultimo pensatore, quello che ha messo il sigillo del compimento sul pensiero, avendone sciolto gli enigmi e offerta la ricapitolazione. “Il filosofo ha raggiunto il suo scopo, cioè la saggezza, perciò ora risulta impossibile modificarsi e cioè superare la coscienza che si ha di sé”. “L’uomo non può agire nel momento in cui gli obiettivi umani sono già effettivamente realizzati”. “Il cerchio del tempo non può essere percorso che una sola volta; la storia finisce e non ricomincia più”. Tra parentesi va ricordato come anche Kojevnikof, col nome di Kojève, sarebbe poi divenuto funzionario del Ministère des Affaires Economiques di Francia. (Cfr. F.GENTILE, Politica aut/et statistica. Prolegomeni di una teoria generale dell’ordinamento politico, Padova 2003)
(6)“Il Mondo europeo”, 15 febbraio 1948.
(7)Cfr. in proposito A.GAMBINO, Europa invertebrata. Passato, presente e futuro di un protettorato imperfetto, Milano 1988.
(8)A. DE BENOIST, Orientation pour des années décisives, Pari 1982.
(9)“Il concetto di decadenza o catastrofe è una forma mitica e letteraria legata al periodizzamento: non possiamo mai liberarci della visione antropomorfica e naturalistica del nascere e del morire o dalla specie geometrica della parabola”, scrive, con straordinaria lucidità, Vincenzo Cilento a proposito di un altro momento difficile dell’Europa, quando “la civiltà antica, dopo una crisi diutuna e solenne, languì a poco a poco, nei primi secoli dell’êra, e si spense sotto la coltre barbarica” (V.CILENTO, Medio evo monastico e scolastico, Milano-Napoli 1961). Era il tempo in cui Tertulliano trovava “nello stato del mondo ampia conferma ai foschi apocalittici sogni : Questa è proprio la fine del mondo (ipsa clausula saeculi)”; per Gregorio di Tours “mundus senescit” e per Gregorio Magno “in solitudine vacat terra..; finem suum mundus non iam nuntiat sed ostendit”. “Nos homunculi in fine saeculi” dirà di sé e della sua generazione Alcuino. Potrebbe essere assai utile riflettere sulla singolare analogia che accomuna quello e il nostro tempo, con l’avvertenza di riconoscere il complesso problema del trapasso dal pensiero antico al pensiero medioevale: “Continuità o frattura? – si chiede Cilento – la continuità non rispetta il diverso e l’anomali; la frattura non rispetta l’uguale e l’analogia. Scorgere e precisare le costanti di tale continuità è assai arduo; ma è parimenti arduo trovare il punbto preciso del solco e della frattura” (Ibidem) E pensa a Boezio.
(10)Cfr. C. QUARANTOTTO, Dizionario del nuovo italiano, Roma 1987.
(11)Cfr. F. CALONGHI, Dizionario latino-italiano, Torino 1950.
(12)C.CURCIO, Europa. Storia di un’idea, Firenze 1958.
(13)Cfr. F.CHABOT, Storia dell’idea d’Europa, a cura di E.Sestan e A.Saitta, Bari 1977.
(14)Roma 1945.
(15)C.H.SAINT-SIMON, De la réorganisation de la société européenne ou de la nécessité et des moyens de rassembler les peuples de l’Europe en un seul corps politique en conservant chacun son indépendence nationale, Paris 1814.
(16)Cfr. C.H.SAINT-SIMON, Lettres d’un habitant de Genève à ses contemporains, Paris 1803.
(17)Cfr. C.H.SAINT-SIMON, Introduction aux travaux scientifiques du XIX° siècle, Paris 1808.
(18)Cfr. in proposto F.GENTILE, Dalla concezione illuministica alla concezione storicistica della vita sociale. Saggio sul concetto di società nel pensiero di C.H. de Saint-Simon, Padova 1960 nonché A.DEL NOCE, L’epoca della secolarizzazione, Milano 1970.
(19)Solo per un abozzo di risposta, impressionistica piuttosto che analitica, andrebbero ricordati due personaggi. Beniamino Franklin e Antonio Gramsci. Di Franklin potremmo ricordare il “calendario delle virtù”, itinerario della perfezione laico-borghese. Una specie di corso d’esercizi spirituali, fatto di tredici virtù laiche da praticarsi in tredici settimane successive per quattro volte l’anno; come tutti sanno le settimane di un anno sono cinquantadue, ossia tredici per quattro. Di Gramsci potremmo ricordare un passo significativo all’ ”Ordine nuovo” del 4 settembre 1920: “Il Partito comunista è, nell’attuale periodo, la sola istituzione che possa seriamente rapportarsi alle comunità religiose del cristianesimo primitivo; nei limiti in cui il Partito esiste già, su scala internazionale, può tentarsi un paragone e stabilirsi un ordine di giudizi tra i militanti della Città di Dio e i militanti della Città dell’Uomo; il comunista non è certamente inferiore al cristiano delle catacombe. Rosa Luxembourg e Carlo Leibnecht sono più grandi dei grandi santi di Cristo”.
(20)F.CHABOT, Storia dell’idea d’Europa cit.
(21)Per questa come per le successive citazioni si rinvia alla straordinaria miniera che è il libro di Carlo Curcio.
(22) Cfr. F.CARDINI, Il movimento crociato, Firenze 1972.
(23)C.ANTONI, L’idea d’Europa, “La città libera”, 12 aprile 1945.
(24)Cit. da Opere edite e inedite, Firenze 1888, vol. IV.
(25)C.CATTANEO, Sul principio istorico delle lingue europee, da Opere edite e inedite, cit., vol. I.
(26)C.CATTANEO, Manifesto a Proemi e Considerazioni all’ “Archivio triennale delle cose d’Italia” da Scritti politici ed Epistolario, Firenze 1892, vol. I. In proposito si veda altresì G.DEL VECCHIO, Intorno agli Stati Uniti d’Europa, “Rivista Internazionale di Filosofia del Diritto”, XXIX (1952).
(27)Cit. da C.CURCIO, Europa. Storia di un’idea, cit., vol. II.
(28)V.GIOBERTI, Prolegomeni al Primato (1844), cit. da C.CURCIO, Europa. Storia di un’idea, cit., vol. II.
(29)Cfr. G.R.BACCHIN, Lettura metafisica dei “Todesgedanken” di L. Feuerbach, “Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia di Perugia”, VI (1968/69).
(30)Cfr. G.BAGET BOZZO/M.GENOVESE, Europa, una speranza oltre la ragione, Gardolo 1988.
(31)Cfr. F.GENTILE, Intelligenza politica e ragion di stato, Milano 1984.
(32)Cfr., c.26/62, Van Gend en Loos, sentenza del 5 febbraio 1963.
(33)Cfr. E.ANCONA, All’origine della sovranità. Sistema gerarchico e ordinamento giuridico nella disputa sui due poteri all’inizio del XIV° Secolo, Torino 2004.
(34)Cfr. G.GUARINO, La grande rivoluzione: l’Unione Europea e la rinuncia alla sovranità, “Rivista di Diritto Pubblico e Scienze Politiche”, VIII (1998), 2.
(35)Quadragesimo anno (15 maggio 1931), cit da I.GIORDANI (a cura di), Le encicliche sociali dei Papi. Da Pio IX a Pio XII, Roma 1956, IVa ed.
(36)Particolarmente interessante la ricostruzione storiografica fatta da Ch.MILLON-DELSOL, Le principe de subsidiarité, Paris 1993 (tr. it. a cura di M. Tringali, Milano 2003).
(37)Cfr. F.GENTILE, Politica aut/et statistica. Prolegomeni di una teoria generale dell’ordinamento politico, Milano 2003.
(38)Nel discorso su Europa:i suoi fondamenti spirituali ieri oggi e domani, tenuto il 13 maggio 2004 nel Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva in Roma.

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