INTORNO A DIRITTI E CULTURE.
LINEE DI RICERCA SU INTERCULTURALITÀ ED ESPEREINZA GIURIDICA.
di Marco Cossutta

7. Sull’analisi interculturale.

La nozione stessa di cultura, così come ci viene proposta dall’antropologia e della sociologia , subisce il contesto della società contemporanea caratterizzata dal moltiplicarsi dei contatti, dalla rapidità dei cambiamento, dalla complessità interna .
Una realtà sociale in constante evoluzione si riconnette, per un verso, ad una nozione dinamica di cultura, propria a certa tradizione antropologica , e, per altro, rendendola palese, facendola cioè emergere nel proprio vivere sociale, determina la fine di ogni illusione referenzialistica , che vede, all’incontrario, nella cultura un dato statico, che pre-esiste all’individuo e lo accompagna e lo informa sin dal suo nascere. Come viene suggerito , se la cultura è la risultante dell’incrocio di una doppia determinazione, designata, per un verso, come logica dell’appartenenza (che opera sulla nozione di struttura e di codice), per altro, come logica della relazione (che rimanda all’idea di incontro, di progresso, in definitiva, di dinamismo), soltanto quest’ultima (la logica relazionale) permette di comprendere gli attuali fenomeni culturali, e la loro evoluzione in realtà sociali che si caratterizzano, per l’appunto, con uno spiccato policromatismo culturale. L’intrecciarsi di culture differenti rendono sempre più difficoltoso il riconoscimento dell’individuo in un gruppo, ovvero rendono sempre più permeabile quell’identità individuale che nelle società tradizionali appariva come granitica.
L’identità non si palesa, quindi, come un dato acquisito, indiscusso ed indiscutibile da parte del soggetto investito da tale dono o crisma per nascita, per gruppo di appartenenza, insomma, come si suol dire, per cultura .
Se, per un verso, tale processo è evidenziato dalla progressiva miniaturizzazione culturale (la possibilità di appartenere a più subculture relative a gruppi sempre più piccoli, di natura locale, professionale, generazionale e così via) , dall’altro, paradossalmente, si assiste al processo inverso, ossia ad una sorta di mondializzazione o globalizzazione della cultura e contemporaneamente della stessa idea di appartenenza. Questo secondo fenomeno dà vita, per così dire, ad un neocosmopolitismo . Si assiste ad una sorta di pendolarismo fra particolare ed universale .
Sussiste, cioè, una oggettiva difficoltà a riconoscere e ad identificare, in modo chiaro ed univoco, sia un gruppo, che una individualità. Il tramonto di una concezione monolitica di identità a vantaggio dell’apparire di forme di identità pluralistica pone al centro della sua stessa definizione non più le caratteristiche dell’individuo, bensì la sua rete relazionale.
Quindi, l’idea di identità dall’appartenenza si sposta verso l’interazione. La cultura è produzione, comunicazione, azione; da una idea di cultura come ordine dato (come un sistema ordinato di elementi) si passa ad una idea di cultura come costante processo di ordinamento di elementi, di ricerca di ordine nella interazione stessa. Come sottolineato , una cultura non può venire più compresa a partire unicamente dai codici, piuttosto analizzando le relazioni poste in essere in un dato contesto. Si assiste, quindi, al prevalere dell’elemento ermeneutico all’interno dell’indagine volta alla comprensione di una realtà culturale.
In questo ambito si colloca l’approccio interculturale, neologismo, quest’ultimo, apparso, come visto, nella lingua francese nel 1975 . Va rilevato come il suffisso inter indichi e privilegi all’interno di tale prospettiva le analisi relazionali, le interazioni fra i gruppi, gli individui, le varie individualità. Appare d’uopo rilevare come i cultori di tale approccio evidenziano la non riscontrabilità nella realtà sociale di un "contesto" interculturale (da qui la fallacia di espressioni quali "società interculturale"); è l’analisi stessa che conferisce all’oggetto studiato un carattere interculturale, quest’ultimo è proprio più al metodo di indagine che all’oggetto dell’indagine .
Come viene sottolineato , l’analisi intercultrurale è legata all’indagine delle diversità culturali a partire dal processo di interazione fra i vari soggetti partecipi alla realtà sociale. Non quindi una analisi che si diparte dalla rappresentazione della cultura come blocco monolitico, sistema ordinato di elementi, nei quali si identifica il soggetto ed attraverso i quali il soggetto è identificato, bensì un approccio alla cultura come azione, meglio, come interazione comunicativa fra i vari soggetti partecipi ad un progetto comune.
Si inverte, per così dire, l’idea di individuo come prodotto della sua cultura, per riconoscere il soggetto quale artefice della (propria) cultura attraverso una elaborazione funzionale a strategie diversificate, corrispondenti ai bisogni delle circostanze. Il riconoscimento di questa elaborazione culturale fluida, legata al contesto sociale nella quale di volta in volta si colloca, comporta come conseguenza la perdita del concetto monolitico di identità; si afferma, quindi, un marcato pluralismo culturale che ritrova il proprio fondamento nell’identità pluralistica dell’individuo contemporaneo .
Se, per un verso, l’interculturalità non pretende di essere una teoria descrittiva della realtà, per l’altro, non si pone nemmeno come dottrina prescrittiva sulla realtà; si autodefinisce come un approccio filosofico, ovvero conoscitivo, della realtà. In questo senso correttamente può venire definita come una modalità di interrogazione, un interrogarsi.
È, quindi, l’interazione, l’interrogazione sull’interazione, a fondare la cultura. Questa non è data aprioristicamente come nella prospettiva della logica della differenza, che tende invece a qualificare l’alterità, l’idea di altro, quale momento logicamente antecedente la relazione.
Se in questa prospettiva le differenze sono date ed in quanto tali insuperabili (il confine fra il noi e l’altro è un dato acquisito ed invalicabile) , nella dimensione interculturale la differenza è il prodotto di rapporti dinamici fra entità che nel loro reciproco comunicare si offrono vicendevolmente senso . I caratteri culturali sono definiti e giustificati nella relazione e non è la relazione ad essere determinata da questi. La comprensione culturale avviene in un contesto comunicativo informato da un reciproco riconoscimento.

Pages 1 2 3 4 5 6 7