Citazione a mente di chi giudica, come pure di chi ha timore di farlo, sulla autorità che dovrebbe farsi riconoscere


Scarica l’articolo intero >

(S. Satta, Il mistero del processo, Adelphi, Milano 1994)

Ognuno intende che considerare il problema del giudice dal basso in alto significa
porre il problema della sua autorità. Che una persona, un uomo, possa giudicare di
un altro uomo è cosa che a noi sembra naturale, come tutte le cose in mezzo alle
quali viviamo e delle quali viviamo: ma se ci si pensa un momento si vede subito che
questo è uno dei misteri, forse il più grande, che stanno alla base della vita sociale. A
nessuno, come al giudice (…) si possono riferire puntualmente le parole diGoethe:
“Noi accettiamo l’esistenza, la dignità, la potenza di qualche cosa senza vederne né
riconoscerne esattamente l’origine, la provenienza, il valore”. Ciò significa che la
forza su cui un giudice si regge, la fonte della sua autorità, non è umana, ma divina, è
il charisma, (…). In nessun momento forse il giudice è stato privo di charisma come in
questo che noi viviamo.